... usi domestici, della vicina villa Marchi. Il locale realizzato sotto questo dosso consentiva di conservare il ghiaccio grazie all’effetto combinato delle temperature più basse presenti sotto terra e all’azione isolante del terreno che la ricopriva.
Nel passato l’area di circa 6.650 metri quadrati era delimitata da una recinzione ed aveva una funzione didattica , infatti era utilizzata come parco botanico per far conoscere le peculiarità ecologiche e botaniche delle varie essenze arboree autoctone. Tuttavia, la folta vegetazione e la stessa recinzione avevano creato condizioni tali da comprometterne l’uso corretto per cui, l’Amministrazione ha deciso di rendere l’area fruibile al pubblico. Ha quindi pulito il sottobosco, ha rimosso la vegetazione che aggrediva la struttura in pietra consolidandola a sua volta e ha realizzato nuove staccionate lungo la rampa che porta alla sommità del dosso circoscritto a sua volta da altre palizzate. Inoltre è stato recuperato un ponticello originale che consente di collegarsi al percorso pedonale che porta al prato posto a nord del parco (denominato parco Marchi), ed è stato realizzato anche un nuovo ponticello, sempre in legno per consentire l’acceso anche dal prato sud (parco San Valentino). Nell’area poi sono state collocate alcune panchine per la sosta, cestini portarifiuti e poco oltre è stata recuperata la fontanella. Lungo i percorsi pedonali in pietrisco e nelle aree circostanti sono stati piantati nuovi alberi di diversa specie, sempre autoctone ed è stata predisposta la tubazione ed i plinti per una futura rete d’illuminazione.
I lavori sono stati ultimati in primavera, per un costo complessivo di 80.000,00 e la manutenzione dell’area è affidata a GEA. Questa società controllata dal Comune inoltre, provvede alla manutenzione del verde , al controllo, alla pulizia e alle minute manutenzioni dell’area della ghiacciaia come per tutto il parco San Valentino , incarichi affidati a persone inserite dai servizi sociali mediante le “borse lavori”.
Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali nell’area ci sono diverse specie arboree, dal carpino bianco, qualche esemplare anche di 150 anni, all’acero, dall’orniello al tiglio, al pioppo bianco e nero piante tipiche del paesaggio forestale pedemontano. Tuttavia nel tempo per fini d’arredo paesaggistico, l’uomo ha introdotto anche piante di provenienza extraeuropea, come il faggio rosso, il platano, lo spino di Giuda, il bagolaro ed alcune varietà di palma , tutte specie che si sono adattate alle condizioni climatiche ed ecologiche della zona. All’interno del percorso botanico sono presenti varietà arbustive , ( il biancospino, il prugnolo, il nocciolo l’alloro, il leccio, il ligustro, il sambuco), e strati erbacei omogeneamente diffusi di molteplici specie. L’ambiente poi riveste una certa importanza sotto l’aspetto faunistico. Infatti periodicamente si possono osservare germani reali, gallinelle d’acqua, folaghe e cigni, mentre , merli, picchi, pettirossi ed altri uccelli ancora hanno trovato nella zona una fonte di sostentamento. E non mancano neppure gli scoiattoli.
L’Amministrazione Comunale
Fonte: Edoardo Fabris - Comune di Pordenone