... una delle soluzioni presenti sul mercato, per la necessaria toccata con mano. Lo scopo di "affittare" il proprio sistema informativo è quello di risparmiare sui costi per l'acquisto delle macchine (aggiornate e affidabili, dotate di adeguata ridondanza) e delle licenze software e sui costi del personale esperto che provveda alla configurazione e alla manutenzione del comparto IT. Complessivamente, i costi fissi per dipendente - a parità di servizio - sono sensibilmente più bassi.
Un'altro aspetto interessante è quello della condivisione dei dati. I documenti aziendali, accessibili via web, permettono di condividere facilmente il lavoro sia all'interno che all'esterno della sede aziendale. I dipendenti possono accedere alle informazioni ovunque, e sono meno propensi a salvare i dati sensibili localmente. I dati non vengono mai persi, neanche se il computer si guasta o viene rubato. Tra parentesi, questi concetti cominciano a diventare maggiormente interessanti nella prospettiva di un mercato sempre più penetrato dai tablet.
Le problematiche invece sono in primo luogo legate alla scarsa fruibilità delle versioni offline di tali servizi. Se manca connettività, o la banda internet non è sufficiente il gioco si blocca. Per quanto possano essere alti gli SLA garantiti dai provider, un'inceppamento a livello locale è sempre possibile. Onestamente, però, sono decisamente più alte le probabilità che vada fuori uso un server locale che un dispositivo di rete.
L'altro aspetto da considerare è la sicurezza dei propri dati. Potrebbe scorrere un brivido sotto pelle immaginare i propri dati sensibili in balia di incursioni da parte degli hacker. Sicuramente non avere fisicamente vicino i propri dati da un certo senso di insicurezza.
E' anche giusto riconoscere che esistono varie tecniche per assicurare la protezione dei dati. A partire dagli algoritmi di cifratura, in basso ne vedremo altre.
Attualmente tutte le holding dell'informatica e delle telecomunicazioni offrono il loro portafoglio di servizi cloud: Microsoft, IBM, Oracle, Apple, passando per Telecom Italia ed altro. Basta andare sul portale di ciascuna di queste aziende e vedrete che non mancherà il termine suddetto. Volendo presentare un esempio concreto, andremo proprio a scegliere l'unica azienda sul cui sito non appaiono mai le parole cloud computing: perchè è stata la prima a proporre questo genere di servizi. Google.
La casa di Mountain View offre un pacchetto chiamato Google Apps che comprende calendario, foglio di calcolo, word processor, strumenti di messaggisitica e servizio di posta. Il pacchetto è in parte offerto gratuitamente per l’uso personale. L'approccio è intuitivo e prevede una formazione minima, in più ogni utente può potenzialmente lavorare sul sistema operativo nel quale si sente più produttivo. Le applicazioni sono basate su standard industriali aperti per offrire la massima espandibilità ed integrazione.
L'aspetto sul quale ci soffermiamo però è la sicurezza dei dati, quella cosa che ci fa rabbrividire sempre un pochino. Vediamo come Google dice di affrontarla (ci aspettiamo che gli altri grandi provider facciano qualcosa del genere).
Gli SLA sono decisamente interessanti: la fruibilità (da leggere “connettività”) delle Apps è garantita al 99,9% del tempo.
L'azienda dispone di un team altamente qualificato, responsabile dei sistemi di difesa perimetrali, così come degli standard e dei criteri di sicurezza.
L'ambiente di sviluppo delle applicazioni è molto ristretto e attentamente monitorato per ottimizzare la protezione.
I dati vengono suddivisi e coperti tra più server e dischi, rendendoli illeggibili. Quindi sono replicati in più datacenter per garantire la massima ridondanza e disponibilità ininterrotta.
Sicuramente il cloud computing non si presta per qualunque esigenza, ma appare un'accattivante frontiera. Il consiglio è quello di scegliere il fornitore che più soddisfa le vostre preferenze e di provare a trasferire qualche attività in cloud per saggiarne le potenzialità.