... la partita di ieri ha sancito due cose importanti: che quest'anno la Juve è davvero da scudetto, è forte, compatta, non molla mai e sa colpire quando meno te lo aspetti, e che il Napoli non è ancora in grado di sopportare lo stress, le tensioni e la fatica della Champions e del Campionato. Probabilmente a breve si troverà a dover decidere quale obiettivo inseguire davvero. In ogni caso il Napoli è una squadra forte, che anche senza il suo matador argentino ha sfoderato una prestazione notevole, rispolverando un Pandev in versione goleador come non si vedeva dai tempi della Lazio. D'altro canto la Juve ha un sistema di gioco, un entusiasmo e una forza atletica superiore a tutte le altre squadre italiane al momento. Temo però che da sole queste armi non basteranno a vincere lo scudetto. Purtroppo ci sono alcuni reparti e alcune posizioni che dovranno essere rinforzate, e a questo verrà in soccorso il mercato di Gennaio e la società (spero). Ripeto da tempo che la difesa non può reggere una stagione intera in quel modo, non sempre San Buffon può salvare dal tracollo un reparto che ha alcuni uomini fuori ruolo (vedi Chiellini spostato sulla fascia) e altri improponibili (vedi Bonucci centrale). Ma che fine ha fatto De Ceglie? Perché non può tornare titolare esterno cosi da permettere a Chiellini di tornare centrale? A centrocampo poi ci sono due uomini che stanno rendendo oltre ogni previsione: Pepe e Marchisio. Indispensabili per il gioco di Conte (possesso e verticalizzazioni) ma soprattutto c'è un uomo che ormai dovrebbe essere patrimonio dell'Unesco calcistico: ANDRE PIRLO. È l'uomo della provvidenza, preso in estate a parametro zero, è stato il vero colpo della Juve. Anche se ieri sera non è stata la sua partita migliore è comunque un fuoriclasse unico, vale da solo il prezzo del biglietto. Ma oltre questi giocatori sembra manchi un po’ di qualità nei ricambi e ieri l'assenza di Marchisio si è sentita oltremodo. La disamina Juventina si chiude col reparto avanzato, Matri e Vucinic sono gran giocatori ma non dei fuoriclasse, manca il bomber di razza, l'uomo da 25 gol a stagione, l'Ibrahimovic o il Drogba per intenderci. Speriamo che a Gennaio la società sappia muoversi bene, con pochi ma indovinati colpi. La fiducia in Conte ormai è illimitata, quella nella società un po’ meno. Andiamo avanti e incrociamo le dita, non chiediamo la luna, ci basta solo poterla vedere per tutto il campionato e non, come nelle ultime stagioni, entrare in una eclisse infinita.
Francesco Fiore