... i Sousa e i Dechamps. C'era fame, voglia di riscatto, organizzazione e idee chiare. Si remava tutti nella stessa direzione e i risultati alla fine arrivarono ...
Questa squadra ha forse un tasso tecnico inferiore, mancano i giovani emergenti, ma la fame, l'organizzazione e la voglia di riscatto mi sembrano le stesse.
Inoltre quest'anno c'è un’arma in più, un valore aggiunto che mancava in quegli anni: lo stadio!!!
Ancora non ho avuto il piacere di vederlo di persona, di assistere ad una partita dalle nuove tribune, ma da ciò che si percepisce in tv vale molto più di un tredicesimo uomo in campo. Giocare in quel "catino", col pubblico a pochi metri di distanza, con quell'acustica... bè credo sia il posto perfetto per vincere e divertirsi...
Ieri sera i giocatori della Juve sembravano "invasati", aggredivano, rincorrevano, pressavano e arretravano senza mai fermarsi. Certamente gran merito è della condizione atletica, ma non c'è dubbio che 40 mila persone che ti spingono e ti fanno sentire il loro entusiasmo e il loro appoggio crea un’alchimia tra fatica e orgoglio, tra sforzo ed entusiasmo, che rende tutto possibile.
Ho visto il Milan letteralmente annichilito e non posso credere che dipenda solo dalla condizione atletica. Giocare in quelle condizioni è difficilissimo per tutti.
In fondo il Barcellona e il Real Madrid, cosi come le principali squadre inglesi, hanno ottenuto gran parte dei loro successi grazie alle vittorie e ai successi ottenuti n casa, nei loro "catini" e nelle loro "bolge".
Adesso anche noi juventini abbiamo il nostro "catino" che puntualmente si trasforma in "bolgia" per incitare e motivare ancor di più gli uomini in campo.
Credo che in futuro gran parte dei punti che faremo in casa dipenderanno anche da questo splendido stadio.
Ma non voglio sminuire il lavoro di Conte che sta forgiando una squadra a sua immagine e somiglianza. Grinta, determinazione, entusiasmo e tanta tanta fame!!!
Ho avuto modo di apprezzarne il lavoro già a Bari, solo lui poteva portare una squadra come quella in serie A. Si è ripetuto a Siena e ora a Torino, finalmente può esprimersi ai livelli che gli competono. Vederlo ieri a fine partita abbracciare con vigore uno ad uno i "suoi" ragazzi è stato emozionante, ancor più forse dei gol di Marchisio.
Probabilmente ieri sera è nato un nuovo ciclo, gli ingredienti ci sono tutti, A lui il compito di mescolarli a dovere a noi il piacere di gustarne il sapore...