... Quando si muore a 24 anni è sempre una tragedia, ma quando si muore in un modo cosi beffardo e soprattutto in mondovisione, bè la cosa diventa ancora più shokkante.
Marco era un ragazzo pieno di vita, un guascone, ma soprattutto a detta di tutti, era un futuro campione. L'erede di Valentino Rossi.
E il destino a volte sa essere davvero crudele, proprio Valentino, l'amico di tante gare, il punto di riferimento e l'idolo di Simoncelli, l'uomo al quale tutti lo paragonavano, proprio lui è stato "complice involontario" del fato che aveva deciso di porre fine alla vita di un così talentuoso ragazzo.
Deve essere una delle esperienze più devastanti che possa capitare, penso al povero Valentino, che porterà per sempre i segni di quella maledetta curva impressi nella mente. Lui che colpa non ne ha, per tutta la vita immagino, si sentirà in colpa, penserà e ripenserà mille volte al momento fatale, alle cose che avrebbe potuto fare per evitarlo. Spesso questi rimorsi sono cosi forti e profondi da incidere negativamente sulla vita di chi li prova.
Spero che Valentino riesca a superare questo momento, magari anche solo per far felice Marco, che da lassù sono certo resterà il suo primo tifoso.
A noi non resta che salutarlo e ricordarlo. La sua giovane vita è stata comunque ricca di emozioni e di soddisfazioni.
Rimane il senso di incompiuto, di ciò che probabilmente Marco sarebbe diventato, ma in ogni caso piangiamo la morte di un ragazzo, un figlio, un amico... uno di noi...
Ciao Marco