L'artista che oggi sono a presentarvi nasce a Costa di Cazzago San Martino il 20 maggio 1947:
Lucio Orizio COSTA.
Lucio è autodidatta e si presenta fin da subito nella stessa semplicità che contraddistingue la sua opera ... unica ... vive, studia e realizza la sua arte a Passirano in Via degli alpini al civico 3 e certamente la fortuna di vivere e crescere nel cuore della Franciacorta, a pochi minuti dai laghi e dalle montagne lo ha aiutato nel proporgli soggetti unici, che il Costa ha sapientemente riportato a noi con tecnica difficile ... con intenzioni impossibili ...
Poter discorrere piacevolmente con Lucio vi porta a scoprire che il suo raffinare la tecnica del mosaico quasi maniacalmente ha come intento artisco il divenire dipinto ... un piano artistico impegnativo che pretende di annullare le distanze tra il mosaico e il dipinto ... così l'interlocutore di quest'arte può ripercorrerne il cammino e rivisitarne i passaggi che, seppur difficili ... quasi impossibili, risultano molto chiari: un esempio è l'avvicinamento alla pittura del Modigliani ...
Dal 1971 al 1974 sceglie di essere parte integrante del gruppo artistico C.A.B. di Bornato guidato da Padre Nazzareno Panzeri; in quegli stessi anni aderisce anche al gruppo "Artisti Moretto" di brescia frequentato da alcuni professori di spicco come il Trainini ( pittore e affreschista ), il Pescatori ( pittore e affreschista ) e il Corradini ( critico d'arte ): è questo l'ambiente che più influenza il Costa nelle sue tecniche e che lo porta all'attuale uso dei colori, della prospettiva e del corpo umano.
Varie le mostre cui partecipa, numerosi i concorsi artistici e in ogni occasione si distingue ... riceve segnalazioni, diplomi, targhe di benemerenza ... è l'inizio del 2007 quando Lucio decide di avventurarsi con il gruppo "Arte Viva" e costituirne a tutt'oggi la linfa vitale quale socio fondatore ...
... piacere di conoscerti !!!
Lorenzo Paglierani
Il Gruppo Alpini di Passirano organizza per il giorno 26 gennaio 2011 la commemorazione della Battaglia di Nikolajewka.
La cerimonia avrà il seguente programma:
• ore 10: ritrovo presso la sede degli alpini di Passirano in Via Tolstoj
• ore 10-45: corteo verso la Chiesa Parrocchiale
• ore 11: S. Messa e al termine deposizione corona di alloro al monumento dei caduti
• ore 12: pranzo presso la sede degli Alpini di Passirano per tutti i gruppi A.N.A dei paesi limitrofi e simpatizzanti
N.B: Le prenotazioni per il pranzo si ricevono entro il 23 gennaio 2011.


Per iniziare alla grande questo 2011 condividiamo la nostra Arte anche attraverso i corsi artistici che partiranno dal 15 gennaio prossimo e ...
Lo sviluppo dell'arte del Mosaico è fattibile nel IV secolo. In età cristiana il Mosaico divenne l'ornamento principale delle Chiese. In Italia sono conservati imponenti opere a Mosaico. A Roma segnano l'evoluzione della tradizione classica S. Costanza (IV sec.), navata di Santa Maria Maggiore (V sec.). Attraverso vari passaggi, San Lorenzo fuori le mura (VI sec.). Verso forme più astratte, queste trovano la loro massima espressione nei Mosaici di Ravenna, San Apollinare Nuovo, S. Apollinare in Classe, San Vitale (sec. VI). In Oriente moschea di Damasco (sec. VIII), dimostrano di persistere dalla tradizione più antica.
I Mosaicisti bizantini diffusero nei paesi mussulmani, in Russia, in Italia quelle forme stilizzate e mistiche proprie dei secoli passati. Dall'XI al XIV secolo l'arte del Mosaico conobbe una grande fioritura, ma il rinnovamento della pittura successiva disorientò i mosaicisti e oggi sono pochissimi che si dedicano a questa singolare tecnica.
Uno di questi è Lucio orizio (Costa), la tecnica di questo artista ricercatore è del tutto personale, per lui non esiste il Mosaico affastellato di pietruzze accostate le une alle altre, ma le sue piccole miniature colorate sono di carta, una carta speciale che Lucio orizio (Costa) lavora, accosta, colora e disegna in una simbiosi di colori e linee, di chiaro e scuri, di luci e ombre. Nella scomposizione degli oggetti, egli è un disegnatore veramente cubista che sente la linea di Braque, Picasso, Klee (in una sintassi cubista del '900), la mimesi del reale (esperienza, tormento, violenza degli elementi naturali), la stessa assunzione di frammenti accostati gli uni agli altri che compongono la realtà del tema scelto. Cioè una sorta di "compito", il segno eletto a simbolo, il colore quasi tonale, tutto indica nell'arte di Orizio-Costa il perseguimento di una intenzione estetica costruttiva e attraverso questa "vita" di dati analitici del reale che nasce la forma, il linguaggio che si rifà alla scuola dei Mosaicisti del V-XIV secolo, ma ha intenzioni e significati odierni, veri della nostra epoca. Un insieme di significati tesi a tessere un ordito e una trama significativa, nel senso di creare, attraverso il segno-mosaico, la seta più fine e più bella.

... il 1976 vede Lucio orizio Costa recensito e quotato per due sue opere tra gli artisti scelti da "Panorama d'Arte 1976" ... opere già allora interessanti al punto da mostrarle al pari di Oddone Pietro, Ortisi Bartolomeo, Ostuzzi Zefferino, le cui opere affiancano i due paesaggi del Costa sulle pagine, ahinoi in bianco e nero, dell'"Annuario Bio-Bibliografico e quotazioni degli artisti" curato da Elio Marcianò ( Magalini Editrice - Brescia ).
Le radici della passione artistica di Lucio Orizio (Costa) si ingrandiscono a poco a poco come la sua grande passione per una tecnica che appartiene al passato e ritorna, dopo un lungo silenzio, nelle espressioni giovanili di questo ragazzo che studia, lavora senza tregua per raggiungere una sua maturità; paziente, sereno, impegnato e convinto.
Qui nella sua Passirano dove lavora per pagarsi le lezioni e la materia indispensabili alle sue creazioni, Lucio Orizio (Costa), affascinato da questa sua passione, memore di una scuola classica che lo tiene ancorato al suo "ideale" mette a punto opere che già contengono una maturazione efficace.
Nel mondo di Lucio (COSTA così si firma) nel quale egli ama operare si mescolano le melodie più caratteristiche che i colori rendono flessuose. Egli si muove in questo mondo fantastico e libero perchè suo come è sua la
ricerca per rendere il mosaico uguale (come consistenza) ad un quadro ad olio. Suo l'operare per dare all'arte di ieri un tocco moderno che non stoni vicino ai colori classici; un tocco che fa rivivere la classe dei Maestri del passato riportando alla luce tecniche per un poco dimenticate. Suo lo spirito autonomo che muove libero alla ricerca di quell'affermazione del suo "stile", fatto di bontà, delicatezza, stupore misto a umanità che sprigiona elegie primordiali in un complesso di leggi che regolano la messa a punto del MOSAICO MODERNO. Toni classici e caldi controllano una visione estatica dei colori che tendono a vitalizzare il quadro e a renderlo mosso nei soggetti scelti anche se geometrici. una precisa espressione melodica che tende verso un orizzonte che ha la finitudine delle cose pensate.
Una scrittura a mosaico che contiene un duplice livello artistico perchè imbevuta di fantasie "singolari" che accerchiano il tutto del loro fascino speculare, della loro invadente semplicità in cui sembra si fondino i misteri del mondo e i tremori dell'anima. Egli coltiva come un "solitario" quella scontrosa rettitudine che lo costringe al lavoro per unire e fondere quei misteri sentimentali delle cose e dei luoghi che conosce nei minimi particolari.
Un guardarsi intorno in una moltitudine avvertita dai sensi e captata come un tocco di violino che crea il rapporto con la natura ed è sentito come un qualche cosa di indefinibile, un qualche cosa che procura al giovane artista quella inquietante e mal repressa impazienza di creare, creare e creare sempre di più.
Un ricorrere (con nostalgia) quelle convinzioni rituali che lo legano ai mosaici del passato ai quali Maestri Lucio si sente legato come l'uomo alla terra.
Questo amore si mescola agli oggetti, ai volti, al paesaggio, alle nature morte, al Cristo, i cui bagliori coloristici rendono viva l'opera dove sembra che le spezzature rechino un messaggio umano che è come il risvegliarsi della natura a primavera.
Si nota allora come un ordinamento puntiglioso e dettagliato della sua forza di MOSAICISTA MODERNO, disincantato e flessuoso come un giunco che si piega alla furia del vento.
Non si tratta di un semplice effetto di contrasto per l'accresciuto valore plastico o per il modo di articolare il tema, ma una moralità che si insinua a poco a poco nel filo tenue del tessuto che l'ordito e la forza del telaio rendono consistenti.
Una visione che appare tratto tratto come compositiva e che tiene unito, come una cosa sacra, soggetto e colore creando un'atmosfera che conquista.
Maria Verzelletti
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