... il rumore in base alla loro sensibilità emozionale ed artistica. La scelta del titolo, profondamente pensata, vuole essere un forte ed emblematico segnale dei tempi in cui viviamo in cui l’essere umano viene assordato e stordito da mille rumori, ma di fatto rimane avvolto nel silenzio e in un vuoto esistenziale che distacca l’essere dalla realtà. L’interpretazione di questo difficile argomento avviene attraverso numerose installazioni che enfatizzano il profodo significato del tema tramite l’utilizzo di materiali che nulla -o poco- hanno a che fare con le classiche tessere di smalto veneziano usate nel passato ponendo invece l’accento su materiali contemporanei quali per es. legno, sassi, chiodi, catrame, ferro, acciaio, silicone, plexiglass per arrivare sino a pezzi riciclati del computer.
Come più volte ho avuto modo di sottolineare, il mosaico è diventato un’espressione artistica che in questi ultimi anni si è evoluta in maniera silenziosa e poco conosciuta, mantenendo però le sue radici storiche e percorrendo nel contemporaneo la ricerca costante di nuove sintassi e terminologie. È un linguaggio capace di interagire con ciò che lo circonda, non solo attraverso l'uso dei materiali più svariati, ma anche tramite il suo stretto legame con l'architettura e il design. È un'arte legata alle mani e al loro ritmo, che fa riscoprire l'importanza di dare il giusto tempo alla creazione, alla ricerca, all'osservazione dei particolari, così sfuggevoli nella frenesia della vita. La vibrazione della sua s-composizione è costante ricerca di equilibrio e di armonia intellettuale e compositiva. Il mosaico, nell'incedere del suo discorso, sa ricreare ritmi dati da parole e pause, toni alti e bassi e voci fuori dal coro, servendosi di preziose collaborazioni con luce e materia.
Questa bella ed innovativa mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 6 gennaio 2012.
Fonte: Elena Cantori - Curatrice della mostra
Spazio espositivo Hotel Duchi Vis à Vis, piazza dello squero vecchio, 1 - Trieste